L'allevamento

Per me l’allevamento è cura del territorio, prendirsi cura degli animali e dei pascoli e dell’equilibrio che rinasce dal loro insieme.

Siamo in Lessinia.

Qui è dove abbiamo scelto di vivere e dove abbiamo dato avvio alla nostra piccola e “particolare” attivitá: un’azienda agricola di allevamento di alpaca e pecore. Questi splendidi animali sono il nostro punto di partenza, da dove è nato tutto, e nel tempo sono diventati parte integrante della nostra vita.

Alpaca

Ho visto per la prima volta questi stupendi animali sull’altipiano di Renon, un luogo davvero magico sopra Bolzano, ed è stato semplicemente amore a prima vista. Ho deciso di conoscere di più di loro e ho iniziato a fare ricerche che mi hanno portata a visitare diversi allevatori e ho potuto imparare direttamente da loro cosa significa allevare questi animali. Nel 2014 ho iniziato la mia avventura proprio con loro, con i miei primi alpaca. Ricordo ancora Ilary, che portandoci i primi animali, arrivata nel pascolo e guardando il panorama, esclamó con il suo accento inglese: «Ragazze, vi ho portate in Paradiso!»

Gli alpaca sono animali forti, curiosi e prudenti; il loro muso ispira immediata simpatia. Sono facilmente adattabili a climi e situazioni diverse. Nella nostra azienda vivono liberi in un pascolo che si affaccia sul vajo di Molina e si apre alla Valpolicella. Grazie al loro peculiare modo di pascolare, che “pulisce” e non rovina il cotico erboso, siamo riusciti a recuperare il pascolo stesso dove stazionano, che inizialmente era invaso da “spinare” e rovi.  Esistono due razze di alpaca: la prima, e più diffusa, si chiama Huacaya, il suo pelo è increspato e simile a quello delle pecore. La seconda, decisamente più rara, si chiama Suri, il pelo è più ondulato. Nel nostro piccolo e ricco allevamento, abbiamo entrambe le razze.

La fibra degli alpaca è estremamente soffice e calda, particolarmente lucente, resistente, fine e anallergica. Per questo è considerato un filato estremamente pregiato, paragonabile al cashmere.

Originari del Sudamerica, erano presenti in Perù già 4.000 anni fa. Gli Inca li chiamavano “l’oro delle Ande” e la loro lana era talmente pregiata che veniva chiamata “lana degli dei”, utilizzata esclusivamente per vestire la famiglia imperiale, insieme a pochi altri dignitari di corte.

 

 

Pecora Brogna

Sono arrivata in Lessinia qualche anno fa e ho scoperto per caso dell’esistenza di questa razza autoctona la Pecora Brogna, cosí ho scelto di iniziare la mia avventura anche con con loro. Qui, in questa terra magica, la Lessinia, questo tipo di pecore possono vivere molto bene, è il loro habitat naturale: territorio di prati, pascoli e alpeggi. In passato sono state a rischio di estinzione; oggi, grazie anche al lavoro dell’Associazione per la tutela e la promozione della pecora Brogna, vivono un momento di nuova vitalità e di fermento.

Il nostro punto di partenza sono stati tre capi e grazie ad un po’ di fortuna con le nascite, oggi contiamo quasi una trentina di esemplari tra pecore, arieti e agnelli. Con noi vivono libere, in un pascolo non lontano da casa. Nel tempo ho imparato a conoscerle ed apprezzarle. Amo osservarle e mi soffermo a guardarle una ad una, per accertarmi che stiano bene. Sono di indole docile e per il loro peso e le loro dimensioni sono facilmente gestibili, anche da una donna.

La lana di Pecora Brogna è poi particolarmente pregiata, per le sue caratteristiche di finezza ed elasticità, la fanno essere tra le lane autoctone italiane di miglior qualità.

Il filato di Brogna ha una storia antichissima. In epoca medievale, infatti, era fonte di prestigio e ricchezza, ne si ricavavano i “panni alti veronesi”, tessuti pregiati venduti in tutta Europa. Ancora oggi, a Verona, alcuni luoghi ricordano questo antico splendore. Corte Sgarzerie, per esempio, non lontano dalla centralissima Piazza Erbe, era il luogo in cui le lane venivano lavorate per poi essere vendute.

 

La Tosatura

In primavera, nella seconda metà di maggio, come da tradizione tosiamo tutti gli animali, sia gli alpaca sia le pecore. Prima del caldo, per il loro benessere, li si alleggerisce del vello cresciuto in un anno.

Alla fine della tosatura si ottiene la fibra “sucida”, che deve essere lavata, cardata e poi ritorta per diventare filo.

La tosatura è un processo semplice, quando è fatto con maestria e cura degli animali. Ci avvaliamo della collaborazioni di due persone diverse che hanno esperienza dei diversi animali. Tutto accade in estrema sicurezza sia per gli animali sia per le persone.

 

 

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